Il panorama delle agevolazioni per chi decide di mettersi in proprio nel 2026 ha introdotto una svolta strutturale: i contributi a fondo perduto non sono più una prerogativa esclusiva delle società di capitali ad alta capitalizzazione o delle startup tecnologiche iscritte nella sezione speciale. Lo sportello 2026 del bando “Nuova Impresa”, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con il Sistema Camerale Lombardo (Unioncamere), rompe le vecchie barriere d’accesso e apre i finanziamenti diretti anche ai lavoratori autonomi, ai professionisti iscritti agli ordini professionali e alle micro-imprese individuali con p.iva.

In questa guida analizziamo i requisiti ufficiali di accesso, le scadenze dello sportello, le macro-categorie di spese ammissibili e la procedura tecnica per inviare la domanda attraverso la piattaforma ministeriale evitando i blocchi di verifica formale. L’obiettivo è fornire a imprenditori, founder e CFO i dati normativi reali per pianificare gli investimenti in beni strumentali, software e strategie di lancio sul mercato senza commettere errori di rendicontazione.


Indice della Guida


1. Lo scenario 2026: Il fondo perduto per partite IVA e micro-imprese

Nel corso del primo semestre del 2026, l’orientamento delle politiche industriali e dei bandi di finanza agevolata in Italia ha subìto una profonda riorganizzazione. Con la progressiva rimodulazione di alcune linee di credito straordinarie, le istituzioni hanno concentrato le risorse disponibili su strumenti strutturali volti a sostenere le prime fasi del ciclo di vita aziendale e l’autoimprenditorialità diffusa.

La vera novità del 2026 è l’inclusione sistematica del lavoro autonomo non subordinato e dei professionisti iscritti alle casse di previdenza private all’interno delle misure di sostegno in conto capitale. Non si finanzia più soltanto la grande innovazione industriale o il deep-tech, ma si interviene per abbattere l’esborso finanziario iniziale di chi avvia uno studio professionale, una ditta individuale artigiana o commerciale, o una micro-impresa di servizi. Le barriere d’ingresso al mercato vengono ridotte fornendo liquidità non rimborsabile che copre gli investimenti in infrastrutture digitali, hardware e consulenze strategiche di posizionamento.

Il bando “Nuova Impresa” analizzato in questa pagina costituisce una misura ufficiale regolata dalla Delibera di Giunta Regionale N. XII/5433 ed è gestito operativamente da Unioncamere Lombardia. Non si tratta di un incentivo temporaneo ma di uno sportello strutturale attivo per tutto l’anno fiscale 2026.


2. Focus Bando Nuova Impresa 2026: Requisiti ufficiali e scadenze

L’intervento più rilevante a livello territoriale per volumi di stanziamento e platea di beneficiari è lo sportello “Nuova Impresa 2026”. La misura è dotata di un fondo complessivo pari a 8.000.000,00 di euro. Lo sportello ha aperto ufficialmente alle ore 10:00 del 30 aprile 2026 e rimarrà attivo fino alle ore 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo l’ovvio esaurimento anticipato dei fondi, data la natura valutativa a sportello (l’ordine cronologico di presentazione è vincolante).

I soggetti beneficiari inclusi nel testo ufficiale

Il bando individua in modo perentorio tre categorie di soggetti che possono presentare la domanda di contributo, a patto che abbiano la sede legale, operativa o il domicilio fiscale sul territorio della Regione Lombardia:

  • Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI): Devono risultare regolarmente iscritte e attive presso il Registro delle Imprese a decorrere dal 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026. L’iscrizione deve essere completata e l’attività deve risultare effettivamente avviata al momento dell’invio della pratica.
  • Lavoratori Autonomi in forma individuale: Soggetti non iscritti al Registro delle Imprese, ma in possesso di una partita IVA attiva attribuita dall’Agenzia delle Entrate nel medesimo arco temporale (dal 1° giugno 2025 al 31 dicembre 2026).
  • Professionisti iscritti ad Albi Professionali: Professionisti ordinistici con partita IVA attiva il cui inizio attività non sia antecedente a 4 anni rispetto alla data di presentazione della domanda sul portale telematico.

È importante specificare che il bando esclude esplicitamente le operazioni di mera apertura di unità locali aggiuntive o filiali sul territorio regionale da parte di imprese che sono già costituite e attive in altre regioni o che hanno una data di fondazione antecedente al 1° giugno 2025. Deve trattarsi di una nuova iniziativa imprenditoriale o professionale reale.


3. Intensità dell’aiuto: Limiti minimi di spesa e massimali di contributo

L’agevolazione concessa da Unioncamere Lombardia si configura come un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili (al netto dell’IVA). Questo significa che l’ente pubblico rimborsa esattamente la metà dell’investimento complessivo sostenuto dall’imprenditore o dal professionista per l’avvio della propria attività.

Il bando stabilisce dei limiti finanziari precisi entro i quali deve svilupparsi il piano di spesa presentato:

  • Investimento minimo ammissibile: Non vengono prese in considerazione domande che presentino un budget di spesa inferiore a 3.000,00 euro.
  • Massimale del contributo erogabile: Il tetto massimo del fondo perduto concesso al singolo beneficiario è pari a 10.000,00 euro, a fronte di una spesa complessiva rendicontata e approvata di almeno 20.000,00 euro.

Le fatture d’acquisto devono essere interamente pagate prima della presentazione della domanda. La rendicontazione è contestuale all’invio: l’utente non presenta un preventivo di spesa futuro, ma invia la documentazione contabile relativa a investimenti già effettuati, fatturati e liquidati nel periodo di validità del bando.


4. Quali spese inserire in domanda: Il check-out dei costi ammessi

La causa principale di rigetto delle domande o di decurtazione del contributo in fase di istruttoria è l’inserimento di voci di costo non conformi al testo dell’Articolo 7 del bando ufficiale. Le spese devono essere sostenute, fatturate e quietanzate a partire dalla data di avvio dell’attività (o attribuzione p.iva) e comunque non prima del 1° giugno 2025.

Di seguito viene riportata la matrice analitica delle spese ammissibili stabilite dall’ente gestore:

Macro-categoria Spesa Tipologia di beni e servizi inclusi Limiti e Condizioni
Beni strumentali hardware Computer fisici, server aziendali, notebook, tablet, stampanti, sistemi di networking e apparecchiature tecnologiche d’ufficio. I beni devono essere nuovi di fabbrica. Escluso l’usato.
Software e piattaforme Acquisto di software gestionali, applicativi verticali di settore, sistemi CRM, CMS per lo sviluppo di siti web ed e-commerce, licenze cloud e SaaS. Il bando riconosce il costo di canone per un massimo di 12 mesi.
Servizi di consulenza Consulenza specialistica per la redazione del business plan, studi di fattibilità economico-finanziaria, servizi di marketing strategico, posizionamento del brand e pianificazione commerciale. La spesa non può superare il 25% del totale del piano presentato.
Costi di costituzione Onorari notarili legati all’atto costitutivo della società di capitali o di persone, tasse di registro, spese di iscrizione ad albi, ordini e registri camerali obbligatori d’avvio. Documentabili tramite parcella notarile o ricevuta d’ufficio.
Formazione e aggiornamento Corsi di formazione specialistica focalizzati sulle competenze core necessarie allo sviluppo del modello di business dell’impresa o del professionista. I corsi devono essere erogati da enti formatori accreditati o certificati.

Costi tassativamente esclusi dal fondo perduto

Non è possibile richiedere il rimborso per le seguenti voci di costo, che rimangono a totale carico del proponente: l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), i canoni di locazione degli immobili (affitto della sede operativa o legale), i costi di gestione corrente come le utenze (energia elettrica, connettività internet generica), le spese per il personale dipendente, l’acquisto di beni usati o merci destinate alla rivendita, e qualsiasi forma di pagamento effettuata tramite contanti, compensazioni fiscali o strumenti non tracciabili dal circuito bancario.

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5. Sviluppo digitale e branding: Come finanziare la crescita al 50%

Un aspetto strategico cruciale del Bando Nuova Impresa 2026, spesso sottovalutato dai founder, riguarda la possibilità di ottimizzare il mix di investimenti legati alla transizione digitale e alla comunicazione di lancio. Se è vero che l’hardware e i software gestionali rappresentano la struttura portante dell’azienda, è altrettanto vero che senza un posizionamento di mercato chiaro e una produzione di contenuti digitali nativi, la nuova partita IVA rischia l’invisibilità nei primi mesi di attività.

Il bando finanzia al 50% le spese per la progettazione del brand, l’architettura dei siti web aziendali, lo sviluppo di e-commerce proprietari e le consulenze di marketing per l’acquisizione clienti. Rientrano in questa categoria le attività di produzione video corporate, lo sviluppo di asset multimediali per la presentazione dei servizi e la configurazione di piattaforme digitali di interazione con l’utente.

Pianificare queste spese all’interno della domanda permette di dimezzare l’investimento richiesto per il go-to-market. Ad esempio, a fronte di un investimento di 8.000 euro dedicato allo sviluppo del posizionamento digitale e alla produzione di contenuti video per canali multimediali, l’impresa ottiene un rimborso diretto di 4.000 euro in conto capitale. Questo meccanismo di leva finanziaria consente alle startup e ai professionisti di allocare budget alla comunicazione d’impresa con un profilo di rischio dimezzato, accelerando i tempi di validazione del business plan sul mercato di riferimento.

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6. Guida all’invio telematico sulla piattaforma ReStart Infocamere

La procedura di inserimento e invio della domanda di contributo è interamente digitalizzata e gestita attraverso la piattaforma informatica ReStart di InfoCamere. Non sono ammesse altre forme di trasmissione, come raccomandate A/R o messaggi via PEC diretti agli uffici regionali. Trattandosi di un bando a sportello, la correttezza formale della documentazione caricata nei primi passaggi evita il rischio di rigetto immediato della pratica dovuto a vizi di forma.

La checklist dei requisiti tecnici per l’invio della pratica

Prima di accedere alla piattaforma, il legale rappresentante della società o il professionista richiedente deve verificare il possesso dei seguenti strumenti tecnici:

  1. Identità Digitale Nazionale: L’accesso al portale ReStart è consentito esclusivamente tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, Carta di Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
  2. Dispositivo di Firma Digitale: La distinta di domanda generata automaticamente dal sistema al termine della compilazione deve essere scaricata, firmata digitalmente in formato CAdES (estensione `.p7m`) dal titolare o legale rappresentante, e nuovamente ricaricata sul portale. Non sono ammesse firme olografe scansionate o formati di firma non conformi.
  3. Tracciabilità Bancaria (Quietanza): Ogni fattura inserita in contabilità deve essere accompagnata dalla copia del bonifico bancario ordinario o SEPA da cui risulti in modo inequivocabile il codice CRO o TRN, la data di esecuzione e il beneficiario. I bonifici devono contenere nella causale il riferimento al bando o alla fattura specifica per garantire la corretta riconciliazione da parte dei valutatori di Unioncamere.

I tempi di istruttoria e di valutazione formale delle domande avvengono su base mensile. L’ente gestore provvede alla pubblicazione dei decreti di approvazione e concessione del contributo entro 60-90 giorni dalla chiusura della finestra mensile di ricezione. L’erogazione del fondo perduto avviene tramite accredito diretto sul codice IBAN aziendale o professionale indicato obbligatoriamente in fase di compilazione della domanda.

 


7. Fonti ufficiali e riferimenti istituzionali

Per la consultazione dei testi integrali del bando, lo scaricamento dei modelli di dichiarazione obbligatori (come il modulo De Minimis) e l’accesso allo sportello telematico, si rimanda esclusivamente ai canali ufficiali e ai domini istituzionali degli enti promotori:

  • Regione Lombardia – Bandi e Servizi: Portale istituzionale per la verifica dei criteri di attuazione e della Delibera di Giunta Regionale N. XII/5433.
    Sito di riferimento: bandi.regione.lombardia.it
  • Unioncamere Lombardia: Ente gestore e responsabile dell’istruttoria delle domande, pubblicazione delle FAQ ufficiali e dei decreti di concessione dei fondi.
    Sito di riferimento: unioncamere-lombardia.it
  • Piattaforma ReStart (InfoCamere): Sportello telematico unico abilitato alla ricezione, compilazione e trasmissione delle pratiche per l’edizione 2026.
    Sito di riferimento: restart.infocamere.it
  • MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy): Normativa nazionale di riferimento per la definizione delle dimensioni aziendali delle MPMI e registri degli aiuti di Stato.
    Sito di riferimento: mimit.gov.it

 

Questo articolo è stato scritto dalla redazione a.i. di Tuono.

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